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lunedì 30 aprile 2012

Classifica dei Paesi con maggior numero di auto blu


Sta circolando su facebook una tabella in cui risulta che le auto blu in Italia sarebbero oltre 500.000. Alla presentazione di questa tabella seguono, ovviamente, una sequela di insulti, minacce, e cose simili nei confronti della nostra classe politica.
Però ricordo di aver letto un po’ di tempo fa dati diversi, o meglio ricordo la grande difficoltà di quantificare questo fenomeno. Ad esempio sul sito web de Il Giornale (non un blog qualsiasi quindi) a distanza di un mese si poteva trovare due dati molto discordanti tra di loro: il 27 maggio 2010 c’è un articolo dal titolo: “Sprechi, una casta da record: in Italia oltre 620mila auto blu”, il 26 giugno dello stesso anno un altro articolo (dal titolo: “Ma quante sono le auto blu? A Brunetta non tornano i conti”) riporta che le auto blu sarebbero 90.000. Ma allora?
Restiamo prudenti, allora, consideriamo quello che Brunetta, quand’era ministro, riferiva (aveva fatto fare una specifica indagine all’interno dell’amministrazione pubblica): le auto a disposizione dei politici sono, appunto, circa 90.000, di queste 10.000 sono le vere e proprie auto blu (dette blu blu), quelle per i politici, e gli alti burocrati, con autista a disposizione, 20.000 sono invece le vere e proprie auto blu, 60.000 sono le auto grigie, che risultano essere nei garage della Pubblica amministrazione, ma senza autista e, apparentemente inutilizzate. Gli autisti di auto blu blu e blu sarebbero 40.000. Per la sola gestione (benzina, bollo, assicurazione) il costo è di 99 milioni di euro all'anno. Poi Brunetta ammette che i dati sono imprecisi (perché non tutte le realtà avevano risposto alla sua richiesta di censimento), e che la realtà è maggiore, tuttavia non in termini clamorosamente superiori…
Che dire? Guardiamo allora la classifica che riguarda il possesso di auto blu da parte delle amministrazioni pubbliche:

  1. Italia (90.000)
  2. Stati Uniti (73.000)
  3. Francia (65.000)
  4. Gran Bretagna (55.000)
  5. Germania (54.000)
  6. Turchia (51.000)
  7. Spagna (44.000)
  8. Giappone (35.000)
  9. Grecia (34.000)
  10. Portogallo (23.000)


Quindi: siamo sempre primi, anche cambiando la fonte dei dati… E chiediamoci pure: c’è da indignarsi di meno se le auto blu sono 90.000 invece di 500.000, con il primo posto al mondo ben saldo?

sabato 28 aprile 2012

Classifica dei cognomi più diffusi a Milano


Grosse novità nella classifica dei cognomi più diffusi a Milano. Se guardiamo a 25 anni fa nei primi 30 cognomi più diffusi non ce n’era uno straniero, oggi sono 4, con il cognome cinese Hu che addirittura balza al 2° posto! (fra i primi 10 cognomi ce ne sono 3 cinesi, fra i primi 100 quelli cinesi sono ben 12). Su Repubblica l’assessore del Comune di Milano Benelli spiega che la comunità cinese è la prima che si è insediata in città (negli anni ’20) e che, continua, non si può parlare di invasione straniera in quanto nei primi 100 cognomi sono solo 3 gli altri cognomi stranieri (gli arabi Mohamed al 34esimo posto - 944 persone, Ahmed al 63esimo – 741, Ibrahim al 75esimo posto - 656).

  1. Rossi (4.379)
  2. Hu (3.694)
  3. Colombo (3.685)
  4. Ferrari (3.568)
  5. Bianchi (2.784)
  6. Russo (2.337)
  7. Villa (1.905)
  8. Chen (1.625)
  9. Brambilla (1.536)
  10. Zhou (1.439)



Non so se l’assessore Benelli ha detto quelle parole per rassicurare una comunità, quella milanese italiana, un po’ spaventata e preoccupata di questi tempi, e probabilmente l’assessore dice bene.
Però proprio in questi giorni leggevo l’anteprima del libro della nota antropologa Ida Magli (titolo “Dopo l’Occidente”), e la tesi della Magli non è per niente rassicurante: alla metà di questo nostro secolo la cultura occidentale in Europa “sarà quasi del tutto scomparsa”. I motivi sono oggettivi: la massiccia e continua immigrazione dall’Africa e dall’Oriente (che, con alti e bassi, continuerà sempre), l’altissima prolificità di queste popolazioni (cinque volte più di noi) – cosa del resto certificata in Italia dai primi risultati del 15° Censimento Istat (che se siamo arrivati a essere quasi 60 milioni di abitanti il “merito” è solo degli stranieri, altrimenti la popolazione italiana sarebbe la stessa di 10 anni fa). Ida Magli aggiunge però un’altra causa: il disinteresse, la noncuranza, che gli occidentali manifestano nel non difendere e tutelare appropriatamente la loro lingua e la loro cultura.
La sua conclusione è che anche se gli europei continueranno oltre il 2050 a essere, almeno in alcune zone, più numerosi degli Africani – la loro diventerà una minoranza, psicologica soprattutto, e, ammonisce e mette in guardia, essere invasi e sopraffatti senza aver combattuto induce all'estinzione (conclusione forse velata dal pessimismo, ma che deve comunque far riflettere...).

venerdì 13 aprile 2012

In che Paese i partiti politici ricevono i maggiori finanziamenti pubblici?


Domanda retorica, purtroppo. E’ l’Italia. E non mi sembra ci sia da andare troppo fieri di questo primo posto.
Populismo, qualunquismo, etc. è la critica che i partiti fanno a quelli che citano dati e fanno qualche osservazione sui soldi che i partiti ricevono…
Io sono indignato. Indignato perchè c’è stato un referendum che a grande maggioranza ha stabilito che i partiti non dovevano ricevere finanziamenti pubblici, questo referendum è stato sconfessato, immediatamente dopo si è fatta una legge che ha attribuito ai partiti più soldi di prima (!) a cui si è dato il nome di “rimborsi elettorali” (si è poi scoperto che i partiti spendono 1/5 di quello che ricevono e allora perché non restituiscono i 4/5?!). Ora, può essere che il popolo abbia agito in modo impulsivo e irragionevole (ma allora quando fa comodo “il popolo è sovrano” e quando non fa più comodo “il popolo può sbagliare e va guidato”), ma i partiti in che rapporto stanno con il popolo? Non è offensivo, per il popolo appunto, che si vada in senso opposto a quanto espresso dalle urne?
Sono indignato perché i partiti prendono in giro la gente, anche il buon Bersani tuona che i partiti sono fondamentali in una democrazia e che se non ci fossero i finanziamenti pubblici la democrazia sarebbe in pericolo perché “vincerebbero i più ricchi e i più forti”, ma pensa di prenderci tutti per degli stupidi? Il popolo non dice di abolire i partiti, e, forse, non sarebbe neanche contrario a qualche tipo di finanziamento pubblico (ad esempio potrebbe essere una specie di 5x1000 in cui un cittadino segna se e a chi dare una quota delle proprie tasse), quello che non vuole di certo è che i partiti navighino nell’oro, che non sappiano dire e certificare come spendono i soldi, che si cerchi di mettersi in politica solo per sistemare la propria (e non solo…) situazione economica per sempre!
Sono indignato perché nonostante tutti i soldi che girano i politici diano in continuazione esempi di corruzione, ma perché i soldi non bastano mai? La politica costa, rispondono (lo diceva già Bettino Craxi allora…), già, ma dipende, costa per fare cosa? Giudichiamo da un punto di vista economico, visto che si parla di soldi, qual è il risultato di tutto questo investimento che la nazione italiana fa? Quali vantaggi, quali miglioramenti ha ricevuto la società italiana da questo enorme aumento di dispendio di risorse economiche (nel 1996 ai partiti andavano 1.600 lire per italiano, saliti a 5 euro nel 2002) ? La Gran Bretagna si può definire 25 volte meno democratica dell'Italia, visto che ai partiti dà 25 volte di meno che l'Italia?? E poi perché se c’è da tirare la cinghia questo vale per tutti ma non per la politica?
No, non sono indignato, sono incazzato! (anche perché si sa che non si riuscirà a cambiare niente, quando c’è da difendere i vantaggi della casta i partiti trovano subito l’intesa, e non ce n’è uno escluso…)



Classifica dei Paesi in base al finanziamento pubblico ai partiti:
(fonte: Yahoo! Finanza e Il Giornale)

  1. Italia (295 milioni di euro all’anno)
  2. Francia (165 milioni al massimo, negli anni di elezioni)
  3. Spagna (131 milioni nel 2011)
  4. Germania (125, per legge al massimo 133 milioni)
  5. Gran Bretagna (12 milioni di euro all’anno)

venerdì 6 aprile 2012

Classifica dei migliori Istituti Scolastici (Onore alla scuola pubblica).


La Fondazione Agnelli da anni studia il mondo della scuola con indagini e ricerche molto serie e documentate. L’ultima ha preso in esame 4 regioni italiane (Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna, Calabria) per stabilire una classifica dell’eccellenza degli istituti scolastici. Il metodo è stato interessante; hanno preso in considerazione 145 mila studenti iscritti all’Università, hanno misurato i loro risultati scolastici e sono risaliti alle scuole superiori di provenienza (oltre 1.000), risultato: gli studenti provenienti dalle scuole statali hanno avuto risultati molto superiori di quelli provenienti dalle scuole private, e se poi si va a vedere da quali istituti provengono, ecco fatta la classifica!



Le classifiche, stilate regione per regione, sono piuttosto chiare: salvo rare eccezioni le scuole statali stanno in cima a tutte le classifiche, quelle non statali (che possono essere anche comunali o provinciali, ma che per la maggior parte sono gestite dai privati, spesso di orientamento cattolico) si concentrano sul fondo delle liste.
Morale: l’Italia non è gli Stati Uniti o altri Paesi, da noi scuola Privata non è certo sinonimo di qualità; la scuole private da noi significano spesso scarsa qualità, scarse risorse (ancora di meno della scuola pubblica), scarsi insegnanti e, vorrei dire, scarsi studenti, ma, ecco, diciamo piuttosto studenti svogliati e in cerca di soluzioni di comodo.
Onore quindi alla scuola pubblica e un bravo a tutti quegli insegnanti (quasi tutti) e dirigenti scolastici che la tengono, nonostante tutto, in piedi…

Sul sito della Fondazione Giovanni Agnelli si possono trovare le classifiche di ogni regione (a questo link), io qui, essendo lombardo, pubblico la classifica delle prime posizioni in Lombardia:

  1. ISTITUTO TECNICO COMMERCIALE E PER GEOMETRI “P. Di Rosa”, Desio (MB) – Non Statale
  2. ISTITUTO TECNICO INDUSTRIALE (ORA ISTITUTO SUPERIORE) “S. TEN. VASC. A. BADONI”,  Lecco (LC)  - Statale
  3. LICEO SCIENTIFICO “M.G. AGNESI”, Lecco (LC) – Statale
  4. LICEO SCIENTIFICO “BELFIORE”, Mantova (MN) – Statale
  5. LICEO CLASSICO (ORA ISTITUTO SUPERIORE) “D. CRESPI”, Busto Arsizio (VA) – Statale
  6. LICEO SCIENTIFICO “A. VOLTA”, Milano (MI) – Statale
  7. LICEO CLASSICO “P. SARPI”, Bergamo (BG) – Statale
  8. ISTITUTO SUPERIORE “V. BACHELET”, Oggiono (LC) –Statale
  9. ISTITUTO MAGISTRALE (ORA ISTITUTO SUPERIORE) “C. LENA PERPENTI”, Sondrio (SO) – Statale 
  10.  ISTITUTO TECNICO COMMERCIALE “B. BELOTTI”, Bergamo (BG) – Statale

martedì 3 aprile 2012

La classifica del benessere delle nazioni (e ancora qualcosa sulla Felicità)


Qualche tempo fa avevo pubblicato un post sulla Classifica della Felicità, era basato su una ricerca (un sondaggio, fatto intervistando la gente) realizzata dalla società Ipsos Global. Ora viene diffuso un altro studio sullo stesso argomento che dà risultati molto diversi… E’ il bello dei sondaggi, dipende molto da cosa andate a chiedere, a chi lo chiedete e in che modo… E’ vero che la prima indagine prendeva i considerazione solo 24 Paesi al Mondo, mentre la seconda tutti. E, insomma, è una dimostrazione di come sia difficile misurare  la felicità, ma del resto non si sa come definirla esattamente, e se andate a chiedere in giro scoprirete che è una valutazione molto fluttuante (e dipendente da molte variabili effimere). Comunque ci sono Società di ricerca che si impegnano molto in queste misurazioni.
Dunque, i dati che presento qui sono tratti dall’Happy Planet Index (rapporto annuale della New Economics Foundation - NEF - di Londra). Questo rapporto, a dire il vero, non riguarda tanto, o solo, la misurazione della Felicità, ma la più generale misurazione del Benessere di un Paese che, è la loro convinzione, non si deve basare tanto sul PIL (Il Prodotto Interno Lordo – che misura solo lo sviluppo economico) quanto, appunto, sul HPI (Happy Planet Index). L’HPI è l’indice che hanno inventato loro e che si basa su 3 parametri: l’aspettativa di vita, la felicità individuale e l’impatto ambientale (che loro misurano come “impronta ecologica”, ovvero con un calcolo della relazione tra il consumo umano di risorse naturali e la capacità della Terra di rigenerarle).

Quindi c’è una Classifica Generale (che tiene conto della combinazione dei 3 parametri) e ci sono 3 classifiche parziali.

La Classifica Generale ci dice qual è il Paese più virtuoso, quello cioè che combina meglio di tutti gli altri fattori del benessere umano con fattori del consumo intelligente delle risorse che il nostro pianeta mette a disposizione. Ecco i primi 10 Paesi:

  1. Costa Rica (76,1 su 100)
  2. Repubblica Domenicana (71,8)
  3. Jamaica (70,1)
  4. Guatemala (68,4)
  5. Vietnam (66,5)
  6. Colombia (66,1)
  7. Cuba (65,7)
  8. El Salvador (61,5)
  9. Brasile (61)
  10. Honduras (61)

Invece la classifica parziale che riguarda l’aspettativa di vita è questa:

1. Giappone (82,3 anni)
2. Hong Kong (81,9)
3. Islanda (81,5)
4. Svizzera (81,3)
5. Australia (80,9)
6. Spagna  e Svezia (80,5)
8. Italia, Canada e  Israele (80,3)



La classifica della felicità è questa:

1. Costa Rica  (8,5 punti su 10)
2. Irlanda, Danimarca e Norvegia (8,1)
5. Canada, Finlandia (8,0)
7. Svezia, Australia e Stati Uniti (7,9)
10. Austria, Panama, Islanda, Nuova Zelanda (7,8)

(vorrei qui confrontare questa classifica con l’altra, della Ipsos Global, come dicevo all’inizio, almeno per le prime 5 posizioni:
·  Indonesia
·  India
·  Messico
·  Brasile
·  Turchia
Mmm, non c’è nessuna coincidenza! Possibile che due misurazioni della stessa cosa (?) producano risultati così diversi?)


E infine la classifica dell’ecosostenibilità è questa:

1. Congo, Malati, Haiti (0,5)
4. Bangladesh, Repubblica Democratica del Congo. (0,6)
5. Tagikistan (0,7)
6. Nepal, Pakistan, Ruanda, Zambia, Togo, Sierra Leone, Burundi (0,8)

(Da questa terza classifica, a parte tutto, si deduce una cosa: che, forse, i cittadini di quei Paesi baratterebbero ben volentieri un po’ di consumo in più del loro territorio e delle risorse naturali in cambio di un po’ di ricchezza in più…)

Alcune considerazioni

- Delle prime 10 in classifica, 9 sono del Centro-Sud America!
- Sempre come Aree geografiche: i Paesi dell’Europa Occidentale stanno in gran parte a centro classifica (quello che li penalizza è il consumo delle risorse, quindi la scarsa capacità di preservare l’ambiente), la nazione piazzata meglio è l’Olanda (43.esina); l’Area con la posizione peggiore in classifica è l’Africa sud sahariana.
- E l’Italia?
E’ piazzata bene solo nella aspettativa di vita. Nella classifica generale è 69.esima, punteggio di 44,0 – contro, ricordo i 76,1 del Costa Rica che è primo (e come soddisfazione di vita è in una posizione centrale, col punteggio di 6,9). Quindi: potremmo essere contenti che da noi si vive a lungo, ma se non si vive bene è una magra consolazione...

venerdì 30 marzo 2012

Una brutta classifica: la pena di morte nel mondo

Come ogni anno Amnesty International, davvero meritoria la sua attività di osservazione, informazione e sensibilizzazione, ci informa sullo stato di esecuzioni capitali e condanne a morte nel mondo.
Le esecuzioni sono state nel 2011 almeno (per diversi Paesi, infatti, non sono disponibili i dati – essendo considerati “segreti di stato”. Si presume tuttavia che in Cina siano migliaia le persone messe a morte nel corso dell’anno passato, mentre ci sono Paesi, come l’Iran, dove si hanno validi motivi per ritenere che le esecuzioni effettive siano almeno il doppio di quelle ufficiali), 676, in aumento rispetto al 2010 (527).
I Paesi dove sono state eseguite più esecuzioni capitali sono:

  1. Iran (360)
  2. Arabia Saudita (82)
  3. Iraq (68)
  4. Stati Uniti (43)
  5. Yemen (41)
  6. Corea del Nord (30)
  7. Somalia (10)
  8. Sudan (7)
  9. Sudan del Sud , Taiwan, Bangladesh (5)


E’ meglio ripetere: questi sono solo i dati pubblici, la realtà è ben peggiore (vedi la Cina).

Le condanne (le sentenze) a morte invece sono almeno 1.923, in 63 Paesi, e qui invece si registra un calo rispetto al 2010 (erano 2.024)
Alcuni altri dati:
  • Nel Medio Oriente le esecuzioni sono aumentate del 50%
  • Sono 20 i Paesi (su 198) che hanno eseguito condanne a morte nell’anno passato
  • Sono 140 i Paesi che hanno abolito la pena di morte per legge o di fatto
  • La pena di morte è stata usata, tra l’altro, per punire l’adulterio e la sodomia in Iran, reati religiosi quali l’apostasia in Iran e la blasfemia in Pakistan, così come la “stregoneria”in Arabia Saudita.
  • Nella maggioranza dei paesi dove le persone sono condannate e messe a morte, i procedimenti giudiziari non rispettano gli standard internazionali sul giusto processo.

Ci sono tanti modi per riflettere sulla pena di morte… a me, qui, ora, mi vengono in mente questi:

il film “Il miglio verde” di Frank Darabont, con Tom Hanks

la canzone “Nessuno tocchi Caino” di Enrico Ruggeri con Andrea Mirò

il film “Sacco e Vanzetti”, di Giuliano Montaldo e la colonna sonora, di Ennio Morricone

martedì 27 marzo 2012

Classifica delle nazioni più generose

Qualche giorno fa su www.vita.it (sito fondamentale per chi si occupa di Terzo Settore, Onlus, Volontariato) sono stati riportati i dati di una ricerca della Charities Aid Foundation (CAF) per misurare il grado di "generosità", altruismo, filantropismo dei vari Paesi al mondo. Ci si è basati sul World Giving Index, sostanzialmente uno strumento di misura della "capacità caritativa" (che si basa su tre fattori di analisi:  l'ammontare delle donazioni in denaro, il tempo dedicato al volontariato e l'attività di aiuto a persone estranee al nucleo familiare).
La classifica è questa:
  1. Stati Uniti
  2. Irlanda
  3. Australia
  4. Nuova Zelanda
  5. Gran Bretagna


Classifica completamente anglofona, quindi.
Altre importanti osservazioni:
- nel 2011 c'e' stato un aumento delle "azioni solidali", anche se nel contempo sono diminuite le donazioni in denaro (possiamo interpretare: la crisi è mondiale, le persone stanno rispondendo facendo buon gioco a cattiva sorte, cercano di aiutarsi di più tra di loro - buon segno comunque, certi studiosi dicono che la crisi farebbe aumentare l'egosimo...)
- spiccano, nelle posizioni cosiddette di rincalzo (tra la 10.a e la 20. posizione), Paesi non certo ricchi come Sri Lanka , Laos, Marocco, Nigeria, Liberia, Turkmenistan ...
- agli ultimi posti ci sono invece:
Lituania
Costa d'Avorio
Madagascar
Russia
Georgia
(Nota personale: che tristezza vedere che agli ultimi posti ci sono numerosi Paesi dell'ex Unione Sovietica, la patria del comunismo...).


E l'Italia? C'è stato un vero e proprio tracollo: nel 2010 eravamo al 29° posto della classifica generale, nel 2011 siamo precipitati al 104° posto! (siamo il Paese che è calato di più tra tutti, però che bel record).
Nel 2011 solo il 33% degli italiani ha dichiarato di aver effettuato una donazione (in Thailandia l'85%, in Gran Bretagna il 79%...), e però dove l'Italia è messa peggio (sempre considerando il 2011) è nelle ore dedicate al volontariato... mmm, strano, ho sempre letto che il nostro era un Paese dove c'era molto volontariato...

mercoledì 21 marzo 2012

Dove emigrano i pensionati lombardi


Leggendo qualche giorno fa il corriere della sera on line mi è balzata all’occhio una notizia che può sembrare singolare: sono 29.000 i lombardi titolari di pensione (principalmente bergamaschi, bresciani e milanesi) che si sono trasferiti a vivere all’estero (gli italiani in generale invece sono 400.000). Questo, almeno, è il dato che riferisce l’INPS basandosi sulle pensioni pagate direttamente all’estero. La fuga (se così si può dire) è determinata sì dal desiderio di godersi la vecchiaia in Paesi dove è sempre vacanza (con spiagge accoglienti, clima dolce e mite, vita tranquilla e senza stress), ma, visto che il fenomeno è in aumento (nel 2006 erano circa 24.000), va certamente tenuto in considerazione anche l’aspetto economico: ci si va a stabilire dove con 1.000 euro al mese si va a fare la vita da benestanti.
La classifica delle destinazioni preferite da chi si è trasferito nell’anno 2011 è questa:

1.      Brasile
2.      Spagna (soprattutto isole Canarie)
3.      Repubblica Domenicana (a Santo Domingo ormai c’e’ la Spiaggia INPS)
4.      Filippine
5.      Marocco



A questa classifica vorrei associare un articolo letto sempre non molto tempo fa sul sito www.italiansinfuga.com, dal titolo “Cinque Paesi dove emigrare e vivere con meno di 350 euro al mese”. Ebbene, se volete campare bene spendendo poco e godendovi la vita (sempre che non vi annoiate a vivere sempre come se fosse estate, in luoghi ridenti e esotici, tra palme e cibi sani e naturali…) queste sono le mete consigliate:
Thailandia (con 21 euro al mese si trova alloggio (??) e con 150 euro al mese si mangia bene)
Cambogia (però, attenzione, sta diventando sempre più popolare e i prezzi cominciano ad aumentare!)
Filippine (qui esiste addirittura un visto speciale per i pensionati)
Costa Rica (secondo certe statistiche è il Paese più vivibile al mondo)
Belize (si dice che abbia uno degli ecosistemi marini più belli al mondo… sembrerebbe un Paese molto interessante, se solo sapessi dove sta!)

giovedì 15 marzo 2012

Classifica delle Università più prestigiose al mondo

Un altro segno del potere che si sta spostando da ovest a est è la classifica delle università più prestigiose al mondo. La rivista inglese Times Higher Education ogni anno fa questa classifica andando a chiedere agli addetti ai lavori (quest'anno più di 17.000 professori ordinari) una valutazione degli atenei in base alle ricerche scientifiche e alle publicazioni oltre che agli insegnamenti che ogni università propone e produce.
I risultati ottenuti, se confrontati con gli ultimi anni, mostrano un peggioramento in classifica degli atenei inglesi e occidentali in genere e un costante miglioramento di quelli asiatici (Cina, Giappone ma anche Singapore). E' interessante anche notare come solo 4 Paesi al mondo coprono i primi 20 posti in classifica (Stati Uniti, Inghilterra, Giappone e Canada) e come nelle prime 100 università 44 siano americane, 10 del Regno Unito, 5 olandesi e 5 giapponesi.



E l'Italia? La classifica arriva fino a 100 e tra queste non c'è alcuna università italiana (nemmeno la "mitica" Bocconi...), mentre appaiono, tra gli altri, Turchia, Svizzera, Corea, Belgio, Svezia, Israele...
Ecco la classifica:
1 Harvard University

2 Massachusetts Institute of Technology

3 University of Cambridge

4 Stanford University

5 University of California Berkeley

6 University of Oxford

7 Princeton University

8 University of Tokyo

9 University of California Los Angeles

10 Yale University

venerdì 9 marzo 2012

Classifica della Felicità (I Paesi più felici al mondo)

Allora, esiste anche la classifica della felicità... Una società di ricerca, Ipsos Global, ha intervistato gli abitanti di 24 Paesi al mondo per chiedere se si sentissero felici. Il risultato... non può che rendere felici, visto che il 77% degli intervistati si dice soddisfatto di come proceda la propria vita... Mah, mi sembra strano, però è comprensibile questa difficoltà a capire, visto che su 24 Paesi gli italiani sono al 20° posto, quindi ben in fondo alla classifica.
Certo, sarebbe bello stabilire cos'è la felicità e in base a cosa una persona si ritiene felice... Dall'indagine fatta risulta ben chiaro che non è tanto la ricchezza che influisce o il benessere (visto, ad esempio, che in genere i Paesi del Sudamerica sono più felici di quelli dell'Europa), ma è il cambiamento in essere, lo sviluppo avviato, ovvero la speranza e la fiducia in un futuro migliore a spiegare cosa accenda il cuore delle persone.
Ecco, comunque la classifica:


  1. Indonesia
  2. India
  3. Messico
  4. Brasile
  5. Turchia
  6. Australia
  7. U.S.A.
  8. Canada
  9. Argentina
  10. Gran Bretagna.
E invece agli ultimi posti stanno:
20. Italia
21. Spagna
22. Russia
23. Sud Corea
24. Ungheria

martedì 24 gennaio 2012

Classifica dei 10 cognomi più diffusi in Italia

Sul sito cognome.alfemminile.com c’è un servizio veramente interessante, ovvero la diffusione dei cognomi in Italia. Si possono estrarre dati come la classifica dei cognomi più diffusi in Italia (eccola:)

1.    Rossi    82 882
2.    Russo    56 105
3.    Ferrari    48 050
4.    Esposito    38 397
5.    Bianchi    34 685
6.    Colombo    30 396
7.    Romano    30 371
8.    Ricci    26 912
9.    Gallo    23 793
10.  Greco    23 723


Oppure, scelto un cognome, si può osservarne la diffusione territoriale, ad esempio se scegliamo Monti, scopriamo che in Italia ci sono 12 858 persone che hanno il questo cognome; e inoltre che il cognome Monti è il 37° più diffuso in Italia.
Tramite la cartina dell’Italia, suddivisa nelle regioni, è possibile anche vedere la diffusione territoriale del cognome, ad esempio riguardo Monti si nota che più del 5 % degli italiani dal cognome Monti vivono in provincia di Bologna.

O, ancora, scelta una provincia si può leggere quali sono i cognomi più presenti, ad esempio ho selezionato Mantova, ebbene in questa città i cognomi più presenti sono:

1.    Ferrari
2.    Battisti
3.    Baroni
4.    Vicentini
5.    Barbieri

lunedì 5 dicembre 2011

La provincia italiana dove si vive meglio


La provincia italiana dove si vive meglio è la provincia di Bologna. Questo emerge da uno studio promosso dal Sole 24 Ore. Lo studio prende in esame sei aree significative: tenore di vita, affari e lavoro, servizi-ambiente-salute, popolazione, ordine pubblico e tempo libero.

Classifica:

  1. Bologna
  2. Bolzano
  3. Belluno
  4. Trieste
  5. Ravenna
  6. Trento
  7. Firenze
  8. Siena
  9. Sondrio
  10. Aosta



Commento: sono tutte città del Nord quelle ai primi posti, nelle prime sei ci sono tutte e due le province del Trentino Alto Adige, la regione più rappresentata è l’Emilia-Romagna, le grandi metropoli arrancano (la prima è Milano al 19° posto), il Sud è sempre messo male (tra le ultime, la provincia non meridionale al peggior posto è Frosinone, 84esima su 107). L’ultima provincia in classifica è quella di Foggia.
Ci sono poi le migliori piazzate per ogni singola categoria, ad esempio Treviso è la prima per Tenore di vita, Trieste la migliore per Servizi Ambiente Salute, Ravenna la prima in Affari e Lavoro, Oristano la prima in Ordine Pubblico, Piacenza la prima in popolazione e infine Rimini prima in Tempo Libero.

Se volete vedere la classifica per intero questo è il link: http://www.ilsole24ore.com/speciali/qvita_2011/home.shtml

venerdì 18 novembre 2011

Classifica dei Sindaci più amati

Ogni tanto appaiono sui giornali i risultati di sondaggi sul gradimento dei Sindaci da parte dei loro cittadini. Quello che riporto qui è aggiornato a ottobre 2011, la società che l'ha realizzato è Datamonitor (ex Fullresearch), la notizia l'ho trovata sul sito www.affaritaliani.libero.it.
E' difficile verificare questi dati, infatti la loro valenza è (giustamente) locale, ovvero chi ha valutato i sindaci sono stati i cittadini da loro amministrati (non il pubblico delle Tv o i lettori di giornali...).
La classifica è questa:


  1. Fassino  - Torino (68,5% di apprezzamento)
  2. Tosi - Verona (67,6%)
  3. Renzi - Firenze (65,9%)
  4. De Luca - Salerno (65,5%)
  5. De Magistris - Napoli (65%)
Quello che spicca è che il consenso ottenuto va quasi sempre oltre il bacino dell'elettorato di riferimento, segno che i cittadini sanno apprezzare chi ben opera anche se appartiene ad uno schieramento diverso da quello votato (inoltre appare come i cittadini siano disposti anche a tollerare piccole o grandi "magagne" dei loro sindaci - come ad esempio quelle del chiacchierato sindaco di Salerno De Luca -  quando si trovano davanti un primo cittadino che si adopera effettivamente per lo sviluppo della propria città e che ottiene risultati reali...).





martedì 15 novembre 2011

Classifica delle pari opportunità 2011

Dal sito www.italiansinfuga.com prendo questa volta la classifica delle pari opportunità, ovvero dei Paesi al mondo dove alle donne sono offerte più possibilità per essere a pari livello dei maschi (la fonte è il Global Gender Gap report del World Economic Forum).



I parametri scelti per stilare questa classifica riguardano:
  • opportunità economiche (percentuale di donne che lavorano; il numero di donne che fanno lavori che richiedono alte competenze, divario nei salari, ...)
  • livello di istruzione (possibilità di accesso a tutti i livelli di istruzione disponibile)
  • sanità e tasso di mortalità (ad esempio l’aspettativa di vita)
  • potere politico (quanto le donne siano rappresentate in strutture governative)
La classifica dunque è questa:


  1. Islanda
  2. Norvegia
  3. Finlandia
  4. Svezia
  5. Irlanda
  6. Nuova Zelanda
  7. Danimarca
  8. Filippine
  9. Lesotho
  10. Svizzera
Come sempre in queste cose sono i Paesi del Nord Europa che eccellono (che siano proprio i Paesi ideali in cui vivere?)... L'Italia è al 74° (!) posto, penalizzata dalle opportunità economiche offerte alle donne (fattore dove si piazza al 90º posto), so che ci si presterà all'ironia ma innegabilmente davanti a noi ci sono Burundi, Uganda, Kyrgyzistan, etc.... Siamo messi così male o queste classifiche sono fatte con i piedi? Mah...

sabato 5 novembre 2011

Classifica del livello di conoscenza dell'inglese

Quali sono i Paesi non di lingua madre inglese dove la lingua inglese è più conosciuta? In che posizione starà l'Italia? (secondo voi?).



Stranamente (o forse no) questa classifica rispecchia molto la classifica pubblicata nel precedente post sul livello di sviluppo sociale... Eccola:

1. Norvegia
2. Paesi Bassi
3. Danimarca
4. Svezia
5. Finlandia
6. Austria
7. Belgio
8. Germania
9. Malesia
10. Polonia.


L'Italia è al 23° posto.
Questa notizia l'ho presa dal sito http://www.italiansinfuga.com
e sempre di quel sito faccio mie le conclusioni pro-studio dell'inglese: "Che piaccia o meno l’Inglese è la lingua più importante al mondo per quello che riguarda l’ambito lavorativo. Conoscendolo bene avrete una marcia in più, non conoscendolo avrete opportunità più limitate".

venerdì 4 novembre 2011

La classifica dei Paesi più sviluppati (Indice di sviluppo umano)

Dal Rapporto 2011 dello United Nations Development Programme che cerca di misurare le condizioni di vita nei 187 Paesi del Mondo la classifica risulta questa:

  1. Norvegia
  2. Australia
  3. Olanda
  4. Stati Uniti
  5. Nuova Zelanda
  6. Canada
  7. Irlanda
  8. Lichtenstein
  9. Germania
  10. Svezia


Le variabili prese in considerazione per fare questa classifica sono: livelli di scolarizzazione, aspettativa di vita,  reddito pro capite. Anche prendendo in considerazione altri parametri (disuguaglianze nel campo della sanità, dell'istruzione e del reddito) i risultati non cambiano di molto (unica grande diffierenza: gli Stati Uniti che scivolano dal 4° al 23° posto!).
L'Italia? Insomma... nel primo caso è al 24° posto, nel secondo al 22°

(Fonte: La Repubblica del 2 novembre 2011)

martedì 1 novembre 2011

La classifica dei Santi più amati

Oggi è la Festa di Ognissanti. In suo onore comincerò proprio con la classifica dei Santi più amati dalla gente:

  1. S. Pio da Pietralcina
  2. S. Antonio
  3. S. Francesco da Assisi

Tra le Sante, invece, la classifica è questa:

  1. S. Rita
  2. Madre Teresa di Calcutta
  3. Santa Chiara

(La classifica segue un'indagine fatta dal portale Casa.it nell'ottobre 2010, è stata condotta con un metodo un po' strano forse, le immagini di santi possedute nelle case degli italiani, penso tuttavia che rifletta la realtà...).

Comunque per me, che non sono un esperto e non ho grandi conoscenze in merito, il Santo preferito è senza dubbio San Francesco da Assisi. Un grande riferimento di vita è per me il suo Cantico delle Creature, eccolo:

Altissimu, onnipotente, bon Signore,
tue so’ le laude, la gloria e l’honore et onne benedictione.

Ad te solo, Altissimo, se konfano
et nullu homo ène dignu te mentovare.

Laudato sie mi’ Signore, cun tucte le tue creature,
spetialmente messor lo frate sole,
lo qual è iorno et allumini noi per lui.
Et ellu è bellu e radiante cum grande splendore,
de te, Altissimo, porta significatione.

Laudato si’ mi’ Signore, per sora luna e le stelle,
in celu l’ài formate clarite et pretiose et belle.

Laudato si’ mi’ Signore, per frate vento
et per aere et nubilo et sereno et onne tempo,
per lo quale a le tue creature dai sustentamento.

Laudato si’ mi’ Signore, per sor aqua,
la quale è multo utile et humile et pretiosa et casta.

Laudato si’ mi Signore, per frate focu,
per lo quale ennallumini la nocte,
et ello è bello et iocundo et robustoso et forte.

Laudato si’ mi’ Signore, per sora nostra matre terra,
la quale ne sustenta et governa,
et produce diversi fructi con coloriti flori et herba.

Laudato si’ mi’ Signore, per quelli ke perdonano per lo tuo amore,
et sostengo infirmitate et tribulatione.

Beati quelli ke 'l sosterrano in pace,
ka da te, Altissimo, sirano incoronati.

Laudato si’ mi’ Signore per sora nostra morte corporale,
da la quale nullu homo vivente pò skappare.
guai a cquelli ke morrano ne le peccata mortali,
beati quelli ke trovarà ne le tue santissime voluntati,
ka la morte secunda no 'l farrà male.

Laudate et benedicete mi’ Signore' et ringratiate
et serviateli cun grande humilitate